30 Agosto 2026
pogacar

Terremoto sulle strade della Vuelta a España. L’ottava frazione, da Pucol a Xeraco, si è trasformata in un vero e proprio spartiacque per l’intera stagione ciclistica: Tadej Pogacar è infatti caduto rovinosamente a terra, rimediando un duro colpo alla spalla sinistra e un vistoso taglio al sopracciglio che lo hanno costretto all’abbandono. Quella che doveva essere una tranquilla passerella di trasferimento verso la tappa regina si è tramutata nell’uscita di scena del dominatore incontrastato della corsa.

Il patatrac si è consumato subito dopo lo sprint intermedio di Simat de la Valdigna, quando il fuoriclasse sloveno è scivolato nel cuore del gruppo a causa di un ostacolo imprevisto sull’asfalto. Vani i tentativi iniziali di stringere i denti e risalire in sella: il dolore lancinante ha avuto la meglio, consegnando agli archivi un ritiro che riscrive istantaneamente le gerarchie della corsa spagnola.

A beneficiare sportivamente del fattaccio è Enric Mas. Lo spagnolo della Movistar eredita così il simbolo del primato, balzando al comando della classifica generale con un margine di un minuto e undici secondi sull’austriaco Felix Gall e di un minuto e trentatré sul connazionale Primoz Roglic, improvvisamente tornato in piena corsa per calare il cinquina nella competizione iberica.

Archiviato il dramma sportivo, il finale di tappa ha regalato spettacolo sul rettilineo d’arrivo, nonostante un’ulteriore caduta che ha scompaginato i ranghi nel chilometro conclusivo. A imporsi a braccia alzata è stato il francese Bryan Coquard, lesto a regolare allo sprint il danese Mads Pedersen e il belga Jordi Meeus, con Alessandro Romele autore di un ottimo sesto posto che vale il titolo di miglior azzurro di giornata.

La competizione si prepara ora a vivere la sua frazione più attesa prima del primo giorno di riposo: la durissima ascesa all’Alto de Aitana nella frazione con arrivo in quota, dove la mancanza di un padrone assoluto promette battaglia aperta a ogni altitudine.

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