26 Agosto 2026
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Un forfait che pesa, ma che racconta un nuovo modo di gestire il corpo e la carriera

Jannik Sinner non sarà al via degli US Open 2026. La decisione, arrivata dopo giorni di valutazioni con il suo staff medico, nasce dal persistente problema al ginocchio destro che lo accompagna dalla primavera e che, nonostante il lavoro svolto tra Milano, Torino e Montecarlo, non offre ancora le garanzie necessarie per affrontare uno Slam al meglio dei cinque set.

Il numero uno del mondo, reduce da una stagione divisa in due — 40 partite e cinque Masters 1000 vinti fino a maggio, poi appena sette incontri fino al trionfo di Wimbledon — ha scelto la via della prudenza. Dopo il malore accusato al Roland Garros e le sensazioni altalenanti degli ultimi allenamenti, Sinner e il suo team hanno capito che forzare i tempi sarebbe stato un rischio inutile.

Non solo dolore: una strategia diversa

Le immagini degli allenamenti a Montecarlo mostrano un giocatore comunque attivo, ma non pronto per sostenere la pressione fisica e mentale di due settimane a Flushing Meadows. Per Sinner, presentarsi a New York significa puntare a vincere, non semplicemente partecipare. E senza la certezza di poter competere fino in fondo, la scelta di fermarsi diventa un investimento sul futuro.

Un’assenza che cambia il torneo

Il forfait del campione altoatesino modifica gli equilibri dello Slam: Carlos Alcaraz, campione in carica, torna dopo quattro mesi di stop e diventa il principale favorito, mentre Zverev, Fritz e Shelton vedono aprirsi una finestra di opportunità. Sinner, che aveva raggiunto la finale nel 2025 e vinto il titolo nel 2024, perderà punti pesanti ma conserverà il numero uno almeno per un periodo.

La priorità: recuperare davvero

Il programma ora prevede di restare in Europa, continuare la riabilitazione e prepararsi per la tournée asiatica, con l’obiettivo di tornare in campo senza più incertezze. Sinner lo ha detto chiaramente: “Sono molto triste e deluso, ma New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Mi serve ancora tempo”.

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