L’ex campione del mondo Zolani Tete è morto in una sparatoria davanti alla sua abitazione in Sudafrica. Una notizia che ha scosso l’intero ambiente della boxe internazionale: il pugile, 38 anni, è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco mentre era seduto nella sua auto. Con lui c’era una donna di 27 anni, rimasta gravemente ferita e ora ricoverata in ospedale.
Secondo le prime ricostruzioni, Tete stava aspettando che il cancello di casa si aprisse quando due uomini armati lo hanno assalito senza esitazione. Un agguato fulmineo, che non gli ha lasciato scampo. Il Ministro dello Sport sudafricano ha confermato l’accaduto, definendo la morte del campione “una perdita devastante per il Paese”.
Una carriera che aveva lasciato il segno
Tete era uno dei pugili più rispettati della sua generazione:
- ex campione WBF dei pesi mosca,
- due volte campione WBO dei pesi gallo,
- detentore del record per il KO più veloce in un match mondiale, 11 secondi contro Gonya.
Il World Boxing Council ha espresso il proprio cordoglio, ricordando “una carriera straordinaria e un atleta che ha ispirato migliaia di giovani”.
Il ritorno sul ring che non ci sarà
Secondo i media locali, Tete avrebbe dovuto tornare a combattere a novembre, dopo una lunga squalifica per doping. Il suo rientro era atteso come una delle storie più discusse dell’anno. Ora, invece, resta solo il ricordo di un talento feroce, capace di colpi fulminei e di un carisma che aveva conquistato il pubblico.
La polizia sudafricana sta indagando sui due sospetti armati fuggiti dopo l’attacco. Il mondo della boxe, intanto, piange uno dei suoi guerrieri più iconici.
