Mondiali Qatar: gli spalti si svuotano al 60′

L’ idillio tra i qatariani e mondiali di calcio è durato poco più di un tempo. Come si legge anche su Repubblica, quando lo speaker annuncia orgoglioso le 67 mila presenze sulle tribune dello stadio Al Bayt, tantissimi se ne sono andati da un pezzo. Già all’intervallo. Il Qatar inizia malissimo il Mondiale da padrone di casa, il primo della sua storia: una partita che non c’è mai stata, riassunta dal volto nascosto con la mano dall’allenatore dei qatarini, lo spagnolo Felix Sanchez Bas, dopo il secondo gol di Enner Valencia (uscito poi dolorante nella ripresa, lasciando il sospetto che la sua Coppa del Mondo possa essere già finita). E’ la prima sconfitta nella storia del paese ospitante nella gara inaugurale. 

Forse fu l’ansia da prestazione, con quella tribuna gremita di volti coronati e in trepidante attesa, a fiaccare gambe e idee dei padroni di casa. Forse semplicemente è stato che il Mondiale è una cosa serissima, anche in questa versione autunnale. Il 2-0 dell’Ecuador è arrivato senza tumulti, ovvio come il traffico quasi pianificato a tavolino per raggiungere lo stadio a “tenda beduina”, omaggio alla storia del paese del Golfo. Erano bastati tre minuti a Enner Valencia per cancellare le speculazioni su una presunta corruzione di massa dei qatarini per vincere l’incontro: uscita grottesca del portiere qatarino Al Sheeb, rovesciata di Torres e gol a porta vuota di Valencia. Che non aveva fatto i conti col fuorigioco semiautomatico, capace di scovare un piede oltre la linea di Estrada qualche istante prima. Poco male: alcuni minuti e Valencia si prendere un rigore concesso senza indecisioni dall’arbitro Orsato e su cui stavolta la tecnologia non offre salvacondotto. Tiro e gol, dopo un quarto d’ora la partita ha già un padrone.

QUI il programma di tutte le partite del Mondiale

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