16 Agosto 2026
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L’Europeo 2026 di ginnastica artistica femminile si chiude con un’altra pagina da ricordare per l’Italia. Le azzurre conquistano un argento di enorme valore nella gara a squadre, l’ultimo atto della rassegna continentale di Zagabria. Un risultato che, pur segnando la fine del regno tricolore dopo i trionfi del 2022, 2024 e 2025, conferma la Nazionale tra le potenze assolute del panorama europeo. Cinque anni, cinque podi: tre ori e due argenti. Una continuità che nessun’altra squadra può vantare.

Un argento che vale come una conferma di forza

L’Italia ha affrontato la finale con una formazione ridisegnata, priva di tre colonne portanti come Alice D’Amato, Asia D’Amato e Angela Andreoli, e con Manila Esposito ed Elisa Iorio costrette a gestire gli attrezzi con rotazioni ridotte. In questo contesto, il debutto di Anthea Sisio e July Marano avrebbe potuto rappresentare un’incognita. Invece, il gruppo ha risposto con una maturità impressionante: dodici esercizi senza errori gravi, una compostezza da squadra che sa esattamente cosa fare e come farlo.

Dieci anni fa un argento europeo sarebbe stato accolto come un miracolo. Oggi, paradossalmente, sembra quasi “normale”. Ma non lo è: è il segno di un movimento che ha cambiato pelle, mentalità e ambizioni.

161.796 punti: dietro solo alla Russia, tornata dopo cinque anni

Il punteggio finale, 161.796, colloca l’Italia al secondo posto dietro alla Russia, tornata in scena dopo una lunga assenza e costretta a gareggiare sotto la denominazione neutrale World Gymnastics 2. Due punti persi al volteggio hanno complicato la rincorsa, ma le azzurre hanno provato a restare in scia fino alla fine. La Russia, trascinata da una Angelina Melnikova in versione deluxe e dalle prove solide di Kalmykova e Roshchina, ha mantenuto il vantaggio fino alla premiazione.

Le protagoniste: talento, carattere e una squadra che non molla mai

  • Manila Esposito ha illuminato la gara con un 14.200 alla trave e un 13.533 al corpo libero, confermando lo stato di forma che l’ha portata all’oro di specialità.
  • Elisa Iorio ha piazzato un 14.333 di altissimo livello alle parallele e si è sacrificata al volteggio per aiutare la squadra.
  • Giulia Perotti, rinvigorita dal bronzo alle parallele, ha offerto una delle sue migliori prestazioni in maglia azzurra.
  • Anthea Sisio ha risposto da veterana: 13.900 al volteggio e un prezioso 13.300 alle parallele, sostituendo Marano all’ultimo momento.
  • July Marano, nonostante l’infortunio al mignolo, ha stretto i denti e portato a casa due esercizi fondamentali nella seconda parte della gara.

Il podio europeo e la fotografia della competizione

  • Russia / World Gymnastics 2 – 165.396
  • Italia – 161.796
  • Francia – 159.263

A seguire Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Belgio.

Cinque medaglie complessive: un Europeo da incorniciare

L’Italia chiude la rassegna con cinque medaglie:

  • Oro: Manila Esposito (corpo libero)
  • Argenti: Esposito (trave), Iorio (parallele), squadra
  • Bronzo: Perotti (parallele)

Secondo posto nel medagliere, dietro alla Russia. Un risultato che certifica, ancora una volta, la solidità del progetto tecnico guidato da Enrico Casella.

Ora lo sguardo va ai Mondiali di ottobre

La stagione non finisce qui: tra pochi mesi si torna in pedana per i Mondiali, dove saranno assegnati tre pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. E se questo Europeo ha detto qualcosa, è che l’Italia arriverà pronta, competitiva e con una profondità tecnica che nessun’altra squadra europea può vantare.