CIELI, TESSUTI E CUCINA: TOKYO SI TINGE DI BLU

22 novembre 2022 – Con l’incedere della stagione invernale, l’aria di Tokyo si fa sempre più frizzante e il suo cielo si colora di un blu puro e terso. Nella cultura giapponese, il blu e le tonalità da esso derivanti, come il verde, hanno una connotazione di calma, stabilità e sicurezza. Di conseguenza, non stupisce che il blu sia da sempre molto amato nel vestiario e che l’aizome, la tecnica artigianale di tintura all’indaco, rappresenti ancora oggi un tassello fondamentale nella cultura tessile giapponese. Esistono anche a Tokyo delle realtà che non sono state intaccata dalla produzione di massa e sono, anzi, riuscite a tramandare una tradizione antichissima che raggiunse l’apogeo nel periodo Edo (1603-1868). Una di queste è la bottega Kosoen di Ome, nella parte occidentale di Tokyo. Aperto dai fratelli Murata nel 1989, questo laboratorio preserva il metodo tradizionale di tintura all’indaco, utilizzando il pigmento naturale del sukumo, ottenuto dalle foglie di Indigofera suffruticosa, lasciate a fermentare pazientemente per settimane con acqua di liscivia, calce, crusca di grano e sakè, fino al raggiungimento del caratteristico color “blu Giappone”Il processo di tintura dei tessuti è eseguito a mano, dato che richiede una precisione che solo le dita possono garantire. Essendo di origine totalmente naturale, l’indaco non è in alcun modo nocivo per il corpo umano e, addirittura, pare che abbia effetti antibatterici e protegge la pelle dai raggi UV. Non solo, ma il liquido di scarto è utilizzato per irrigare e fertilizzare i campi coltivati dalla famiglia Murata. Per questo motivo l’aizome è un metodo totalmente sostenibile ed ecologico. Per chi desidera provare l’esperienza della tintura all’indaco, Kosoen organizza dei laboratori ogni fine settimana. È necessario prenotare con almeno tre giorni di anticipo.

Il blu è anche il colore di un originale ramen offerto dal ristorante Kipposhi a Shibuya, a pochi passi dal famoso incrocio. Il particolare brodo, fotografato e pubblicato su Instagram da migliaia di utenti, nasce dalla creatività dello chef e proprietario del locale Takao Koizumi, animato dal desiderio di creare un piatto esteticamente bello, che ricordasse il mare delle Hawaii. Utilizzando un particolare tipo di sale, lo chef Koizumi ha ottenuto un brodo dal colore blu brillante. Superati lo stupore e l’eventuale riluttanza iniziali, il ramen risulta delizioso e leggero, con un perfetto equilibrio di sapori tra la zuppa a base di pollo, le tenere fettine di carne, i tagliolini e l’ajitama, l’uovo sodo morbido condito. Tra le altre specialità sul menù si trovano un ramen rosa con zenzero e aceto di prugna e un ramen verde al succo d’uva moscato, anch’esse prelibatezze da gustare e fotografare. Anche nella gastronomia, Tokyo non finisce mai di sorprendere.

Seguendo il fil bleu, non si può che ritornare al cielo limpido di Tokyo, sotto il quale sono ancora possibili piacevoli passeggiate alla scoperta dei paesaggi mozzafiato delle montagne e dei fiumi di Ome, o dei vivaci vicoli di Shibuya. Altra tappa imperdibile, in inverno, sono i vari punti panoramici disseminati nella città, dal TOKYO SKYTREE al Palazzo del governo metropolitano di Tokyo, dallo Shibuya Sky alla Tokyo Tower. In particolare, la Tokyo Tower offre la possibilità, in gruppo e su prenotazione, di accedere all’Osservatorio Principale prima del consueto orario di apertura della struttura. A 150 metri d’altezza e senza folla, sarà dunque possibile godere in tutta tranquillità di una vista a perdita d’occhio e di scorgere il monte Fuji stagliarsi fiero nel blu.

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