30 Luglio 2026
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La scia di sangue sulle strade italiane non si ferma e si allunga di un’altra tragica croce. L’ennesima vittima della strada è Michele Ambrosi, ciclista di 39 anni originario di Anagni, deceduto all’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto dopo giorni di agonia. L’uomo è stato travolto da un’automobile mentre si trovava in sella alla sua bicicletta, trasformando l’ennesima uscita su due ruote in un dramma drammaticamente già visto.

La dinamica del dramma

Ambrosi si trovava in vacanza sulla costa ionica insieme alla moglie e ai loro due figli piccoli. Una mattinata di sport e spensieratezza a Campomarino di Mareggio si è trasformata in tragedia quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, un veicolo lo ha travolto violentemente.

Le condizioni del 39enne sono apparse subito disperate: dopo un primissimo ricovero in codice rosso al “Giannuzzi” di Manduria, è stato trasferito d’urgenza nel reparto di Rianimazione di Taranto. Lì, nonostante tutti i tentativi dei medici di salvarlo, il suo quadro clinico si è progressivamente aggravato fino alla resa finale.

L’ultimo gesto d’amore: la donazione degli organi

Nel momento di massimo e inimmaginabile dolore, la famiglia di Michele ha trovato la forza di compiere un gesto eccezionale. Con il via libera della moglie, è stata autorizzata la donazione degli organi e dei tessuti.

Le operazioni di prelievo si sono concluse al “Santissima Annunziata” grazie al lavoro dell’équipe di Anestesia e Rianimazione, coordinata dai dottori Pasquale Massimilla e Doriana Benefico, insieme alla Rete Trapianti.

Un atto di immenso altruismo sottolineato anche dal Direttore Generale della Asl di Taranto, Vito Bavaro, che ha espresso il proprio cordoglio:

“Desideriamo esprimere la nostra vicinanza e la nostra profonda gratitudine alla famiglia. Con questa scelta coraggiosa e generosa, assunta nel momento più buio, hanno offerto una concreta speranza di vita ad altre persone.”

Michele lascia la moglie, due figli e la rabbia per una piaga — quella della sicurezza di chi pedala — che continua a mietere vittime nell’indifferenza generale.