Tour de France 2023: presentato oggi il percorso

Da Bilbao a Parigi, con pochissima cronometro, tanta montagna e diverse tappe trappola. Il Tour de France si distanzia notevolmente dal Giro 2023 e chiama sulle sue strade gli scalatori puri al contrario di quanto farà la Corsa Rosa. Una  Grande Boucle insolita, da sudovest al Grande Est, quasi tutta sviluppata in orizzontale. La partenza dai Paesi Baschi, i Pirenei (Aspin e Tourmalet soprattutto) nelle primissime tappe, poi pianura, interrotta solo dai vulcani dell’Alvernia, fino alle Alpi, assai più dure, inserite nel penultimo fine settimana. L’ultimo giorno in montagna sarà il sabato prima di Parigi, sul Giura, con Ballon d’Alsace e Markstein. Niente Galibier, né Alpe d’Huez, né Ventoux. La tappa più impegnativa sulla carta è la diciassettesima, da Saint Gervais a Courchevel, col ritorno sul Col de la Loze, già visto nel 2020. Un’assenza abbastanza insolita in sala, al Palais des Congres di Parigi, quella del vincitore uscente Jonas Vingegaard, sulla cui presenza a Bilbao da campione in carica aleggia ancora un fitto mistero. 

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Il percorso del Tour de France

Il Tour de France 2023 partirà il 1° luglio dai Paesi Baschi, come nel 1992. Il Gran Départ da Bilbao, prime due tappe accidentate in terra euskera, il 3 l’ingresso in Franca, a Bayonne, dove ci sarà molto probabilmente il primo sprint. I Pirenei arrivano già alla quinta tappa, la Pau-Laruns con i duri Soudet e Marie-Blanque. L’indomani la Tarbes-Cauterets, la classica giornata pirenaica con Aspin, Tourmalet e arrivo in cima a Cambasque. Si torna in pianura arrivando a Bordeaux e poi nella Libourne-Limoges. Il 9 luglio si torna a salire e torna dopo oltre trent’anni il Puy de Dome, con la partenza da Saint Leonard de Noblat, la città di Raymond Poulidor, protagonista di un leggendario duello proprio sul Puy de Dome contro Jacques Anquetil.

Giorno di riposo a Clermont Ferrand, poi si torna a pedalare l’11 luglio verso Issoire. Sprinter ancora in azione a Moulins. Il 13 un arrivo accidentato nel Beaujolais. Il Gran Colombier, nell’Ain, il giorno successivo, per la festa del 14 luglio, (là vinse Pogacar nel 2020) scaverà un solco significativo in classifica. Da Annemasse a Morzine i corridori troveranno il terribile Joux Plane per il primo arrivo alpino, seguito il 16 luglio dalla Les Gets-Saint Gervais, ai piedi del Monte Bianco. Dopo il giorno di riposo, il 18, l’unica cronometro, di 22 km da Passy a Combloux. Il 19 la tappa più dura, con Col de la Loze prima dell’arrivo di Courchevel. Più semplice la risalita verso est, a Bourg en Bresse. Il 22 la giornata decisiva, l’ultima di montagna, sul Giura con l’arrivo sul Markstein, passando dal Ballon d’Alsace, alla vigilia dell’arrivo di Parigi. Mai così pochi in epoca moderna i km a cronometro, appena 22.

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