F1: quarant’anni fa moriva  Gilles Villeneuve, pilota icona della Ferrari

AGI – La sfida di accelerazione vinta con la sua Ferrari contro un caccia F-104, il duello ruota a ruota con René Arnoux, le pazzie di continuare le gare su tre ruote e con un alettone piegato a pochi centrimetri dal casco. Quarant’anni fa moriva in un incidente sulla pista belga di Zolder, durante le prove del GP di Formula 1, Gilles Villeneuve: un pilota unico, che era impossibile non amare. Trascinatore di folle, audace fino all’imprudenza, generoso, carismatico, era scritto che Gilles dovesse fare innamorare i tifosi della rossa.

Il pilota canadese, figlio di un accordatore di pianoforti, ha la passione della velocità fin da ragazzo. Corre con le motoslitte assieme al fratello e nel 1974, a 24 anni, vince il campionato del mondo. Già quando gareggia con le motoslitte, l’obiettivo di Villeneuve è di correre con le auto, ma servono i soldi e la sua non è una famiglia ricca. Decide allora di vendere la sua casa, trasferendosi con la moglie Johanna in un piccolo appartamento. Con quei soldi partecipa al campionato regionale di Formula Ford e vince sette gare. L’anno dopo passa alla Formula Atlantic e trova uno sponsors che lo sostiene, grazie alla vittoria del campionato di motoslitta. Può così garantirsi altre stagioni in Formula Atlantic, vincendo il campionato canadese sia nel 1976 che l’anno successivo. 

Il 1977 è l’anno che cambia la vita a Gilles. Partecipa al Gran Premio Trois Rivieres e vince davanti a James Hunt, campione del mondo in carica di F1, James Hunt. Quest’ultimo, impressionato dalla velocità di Gilles, lo propone al direttore sportivo della McLaren. Villeneuve fa degli ottimi test ed esordisce nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1977. La stabilità precaria e la scarsa visibilità delle corse con le motoslitte, gli tornano utili in F1. Nelle pre-qualifiche fa registrare il miglior tempo, ma poi deve accontentarsi del nono posto in griglia e dell’undicesimo in gara, complice una spia dell’acqua malfunzionante che lo costringe a una prolungata sosta ai box. Viene comunque insignito del riconoscimento di ‘drive of the day’. La McLaren però non gli consente di disputare altri gran premi.

Dopo qualche mese, alla fine dell’estate, la Ferrari lo chiama a sostituire una leggenda: Niki Lauda. Per la successione all’austriaco erano stati fatti nomi di piloti affermati come Emerson Fittipaldi, Mario Andretti e Jody Scheckter. Invece Enzo Ferrari sceglie il canadese, che esordisce nel penultimo appuntamento della stagione, nel GP di casa. Al Motorsport Park, in Ontario, Gilles è diciassettesimo sulla griglia di partenza e in gara è costretto al ritiro per un problema alla trasmissione della sua vettura. La gara che chiude la stagione è il GP del Giappone. Villeneuve, partito ventesimo, nei primi giri è protagonista di una furiosa rimonta. Nel corso della sesta tornata, mentre cerca di sorpassare Ronnie Peterson, le due auto si scontrano: la Ferrari spicca il volo, si cappotta un paio di volte e cade al di là del guard-rail. La zona è interdetta al pubblico, ma contravvenendo alle regole, alcune spettatori si sono assiepati proprio lì. L’incidente causa due morti, Gilles esce dall’auto illeso ma sotto shock. Villeneuve non fa calcoli, va sempre all’attacco ed è per questo che è un idolo dei tifosi ed è stato il pilota preferito di Enzo Ferrari. Lo dimostra dasubito e la conferma definitiva arriva al GP degli Usa del 1978: in partenza Gilles brucia il compagno di squadra, Carlos Reutemann, e fa il vuoto. Qualche giro dopo, potrebbe affrontare un doppiaggio con assoluta calma, invece azzarda un sorpasso impossibile e rovina la sua gara. In quella stagione, con poche soddisfazioni, Villeneuve coglie la sua prima vittoria e lo fa proprio al GP del Canada, ultimo appuntamento della stagione...CONTINUA A LEGGERE

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