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ESCLUSIVA, Paolo De Paola: “L’Italia può vincere gli Europei, Spalletti ha una marcia in più. Allegri? Nessuna giustificazione”

Ai microfoni di News.Superscommesse.it è intervenuto Paolo De Paola. Il noto giornalista, ex vicedirettore della Gazzetta dello Sport ed ex direttore di Corriere dello Sport e Tuttosport, in quest’intervista esclusiva ha parlato delle chance dell’Italia ai prossimi Europei di Germania, dell’esonero di Allegri e del futuro della Juventus.

Direttore De Paola, l’inizio di Euro 2024 si avvicina. L’Italia si presenterà da campione in carica, ma tante cose sono cambiate rispetto a tre anni fa. Fin dove pensa potranno spingersi gli Azzurri in Germania?
“Io credo che l’Italia possa puntare a confermarsi campione. Mi sorprenderei nel vedere gli Azzurri eliminati prima della semifinale e dico questo perché credo molto nel lavoro di Spalletti. Il nostro ct ha qualcosa in più rispetto a molti colleghi. Sa come motivare le proprie squadre e come condurre i giocatori per mano con il proprio gioco moderno ed europeo. Abbiamo giocatori con ottimi piedi a centrocampo e una difesa affidabile, anche senza la strapotenza fisica della generazione precedente. Mi aspetto grandi cose dall’Italia. Spalletti è la nostra speranza”.

Lei conosce bene la realtà della Juventus. Come si spiega ciò che è successo? La rabbia di Allegri è esplosa perché il tecnico si è sentito abbandonato e tradito dalla società che ha puntato su un altro allenatore senza informarlo. Può “solo” questo aver generato una reazione così fragorosa, tale da rendere quasi inevitabile questo brusco divorzio?
“La storia del ‘parafulmine’ e che Allegri si sia sentito abbandonato dalla società è solo una scusa, una favola buona per la parte della tifoseria che ha continuato a difendere l’allenatore, oltre che per la fetta di suoi ‘avvocati’ d’ufficio che si trova anche nell’opinione pubblica. Stiamo parlando di un professionista ben pagato anche per resistere a questo tipo di pressioni o di presunti “torti”. La Juventus è andata incontro a cambiamenti importanti a livello societario, come successo ad altri club ed è nel diritto di prendere decisioni e di cambiare guida tecnica. L’allenatore deve continuare a fare il proprio lavoro”.

Il futuro della Juventus sembra ormai affidato a Thiago Motta, ma questa rosa non sembra adatta al tipo di calcio del tecnico italo-brasiliano. Pensa possa esserci qualche problema di inserimento, dal momento che la società non potrà certo stravolgere l’intero organico?
“Quando arrivò Sarri la squadra di fatto si rifiutò di adattarsi ai dettami tattici del nuovo allenatore, al punto che lo stesso ammise di aver lasciato fare ai giocatori, lavorando di fatto di conserva. Adesso la situazione è diversa. Questa Juve non ha vinto nulla eccetto questa Coppa Italia, quindi penso che i giocatori si adatteranno alle idee di Motta. La garanzia sarà rappresentata dalla presenza di Giuntoli, come lo è stata a Napoli con Spalletti. Mi immagino un gruppo rinnovato, con giovani di valore inserito in un tessuto già importante. Penso a giocatori come Yildiz, Chiesa, Vlahovic, Danilo e Bremer. Il materiale c’è, basta avere idee per sfruttarlo…”

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