Calcio-Aia: arrestato per droga procuratore capo Rosario D’Onofrio

Si è dimesso dal suo incarico di procuratore capo dell’Aia, l’Associazione Italiana ArbitriRosario D’Onofrio, ex militare arrestato giovedì 10 novembre nell’ambito di un’operazione della Dda di Milano e della Guardia di Finanza per traffico internazionale di droga. Lo ha appreso l’agenzia ‘ANSA’ da ambienti arbitrali.

L’arresto e le dimissioni

Le dimissioni di Roberto D’Onofrio, entrato nella disciplinare Aia nel 2013 sotto la presidenza Nicchi e nominato sotto quella di Trentalange a capo dell’ufficio che indaga sull’esistenza di eventuali irregolarità degli arbitri, sono state presentate nelle ore immediatamente successive all’operazione all’Aia, che, come sottolineato sempre in ambienti arbitrali, nella vicenda è parte lesa.

Il commento di Gravina

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, si è detto “sconcertato” in merito alla notizia dell’arresto per traffico internazionale di stupefacenti del procuratore dell’Aia, Rosario D’Onofrio. Queste le parole di Gabriele Gravina riportate dall’agenzia ‘ANSA’: “Ho subito chiesto riscontro al presidente Trentalange sulle modalità di selezione del Procuratore, in quanto la sua nomina è di esclusiva pertinenza del comitato nazionale su proposta del presidente dell’Aia. Una cosa è certa: la Figc assumerà tutte le decisioni necessarie a tutela della reputazione del mondo del calcio e della stessa classe arbitrale”.

L’inchiesta sul traffico internazionale di droga

Il nome di Rosario D’Onofrio, ex ufficiale dell’esercito e procuratore capo dell’Aia, compare tra quelli dei 42 arrestati nell’operazione condotta lo scorso giovedì dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano per traffico internazionale di droga.

Secondo quanto è stato ricostruito dalle indagini coordinate dai pm Rosario Ferracane e Sara Ombra e riportato da ‘Sky Sport’, il primo compito di Rosario D’Onofrio sarebbe stato quello di smistare al dettaglio i carichi dopo che erano arrivati in deposito.

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