Australian Open 2023: dopo un combattimento omerico fino alle 4 del mattino, Andy Murray va al 3° turno

Mentre alcuni mettono in dubbio l’interesse sportivo e televisivo delle partite di tennis di lunga durata, questo secondo round tra Andy Murray e Thanasi Kokkinakis è un formidabile esempio di come questa affermazione non sia sempre vera. Da habitué di questi blockbuster, Murray ha finalmente avuto la meglio sul suo avversario, oggi, giovedì 19 gennaio, nel secondo turno degli Australian Open, dopo il primo grande momento della stagione e 5h45 di gioco (4-6, 6-7 [ 4], 7-6 [5], 6-3, 7-5). L’ex numero uno del mondo affronterà al terzo turno lo spagnolo Roberto Bautista Agut, testa di serie numero 24. Ma in che condizione fisica, lui che ha appena consegnato il match più lungo della sua carriera, a 35 anni?

Andy Murray aveva già speso 4:49 in campo al primo turno per vincere contro Matteo Berrettini. Martedì ha dovuto lottare fino a tardi. Oggì, l’uomo con tre Major ha dovuto cedere di più nella resilienza che nella resistenza. Perché davanti a lui Thanasi Kokkinakis, vincitore in doppio a Melbourne lo scorso anno con Nick Kyrgios, non ha offerto niente e sprecato pochissimo (102 colpi vincenti per 67 errori non forzati). Avresti dovuto vedere Murray, con le spalle al muro e portato a zero due set, 2-0 nel terzo set, lottare come un matto su ogni punto, strappato dopo lo sforzo e superandosi. La palla break sul 2-1 e il suo grido di rabbia la dicono lunga sulla voglia di non cedere. 

Perché se le maratone del genere a volte sono sinonimo di montagne russe d’impegno, colpa della fatica e dell’usura, i due protagonisti della serata – il match si è concluso alle 4:06 locali – non si sono concessi tregua. 159esimo giocatore al mondo, Kokkinakis ha giocato ben al di sopra del suo numero nella classifica ATP, soprattutto nel suo faccia a faccia (37 ace). E ha mostrato una grande dose di carattere per cancellare ben sette palle break contro di lui nel quinto set. Prima di cedere definitivamente, su un eccezionale dritto di “Sir Andy”.

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