Abusi ginnastica: la testimonianza di un padre: “Sgambetti per farla cadere e poco cibo”.

Sergio Marchetti ha dato sfogo alla propria rabbia e incredulità in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, svelando anche alcuni drammatici retroscena relative alle prime denunce della figlia:

“Ancora oggi mi chiedo cosa abbiamo sbagliato”. Così parla il padre di una ex giovane ginnasta (ora 17enne e ballerina) che insieme a sua moglie Francesca è stato il primo a denunciare la ginnastica ritmica italiana. “Quando mia figlia, a 13 anni, mi ha telefonato per dirmi ‘Papà, vieni a prendermi perché sto male’ mi è crollato il mondo addosso” racconta oggi sempre nell’intervista al ‘Corriere della Sera’.

Quello che all’inizio era un sogno si è poi trasformato in incubo, dopo alcuno segnali sottovalutati: “Le sofferenze, la stanchezza. Tende e materassi che sbarravano le palestre, qualche insegnante brava tecnicamente ma parecchio squilibrata, gli insulti in caso di errori. Sarà il metodo, ci dicevamo, incoraggiando Giada a non piangere e a non dar troppo peso a quelle parole” spiega ancora papà Sergio.

Fino a che sua figlia non è crollata “dopo aver visto una compagna percossa dalla coach con le clavette”. Non era il primo episodio: “Mi ha raccontato quello che aveva subìto: gli sgambetti sistematici per farla cadere che le hanno procurato seri problemi alla schiena, le frasi brutali, il cibo negato. Il sogno si è sbriciolato: c’è voluta una psicologa per valutare e riparare il disastro”. 

L’amarezza infine per quello che non è stato fatto: “Alla coach solo tre mesi di squalifica, durante i quali ha continuato ad allenare ed è stata anche convocata in ruoli federali”. Al caso di Giada ne sono però seguiti altri e il ‘lato oscuro’ del mondo della ginnastica ritmica alla fine è venuto alla luce…

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